Si scrive omeopatia, si legge farmacologia delle microdosi

di Gino Santini, su “Omeopatia33” del 12 luglio 2019

La calura estiva rosola a fuoco lento le incongruenze italiche, soprattutto quelle politiche, con particolare riguardo all’omeopatia che vede sollevare un ingente clamore intorno a un paio di lavori scientifici che sono stati prima pubblicati (Scientific Reports e PLOs One) e poi ritirati. Verrebbe da chiedere ai rispettivi editori il livello scientifico di coloro che dovrebbero avere fatto le pulci, come in effetti è stato, prima di concedere il permesso di pubblicazione: ci auguriamo che gli altri lavori pubblicati su queste rivisate e brillantemente sdoganati da questo poderoso filtro editoriale abbiano conosciuto referee migliori e più competenti. Per non parlare del fatto che se noi facciamo una rapida ricerca su Medline delle pubblicazioni “ritrattate” raggiungiamo la cifra di qualche centinaio di elementi che però, stranamente non fanno adeguata notizia, come invece fa l’omeopatia; una volta si diceva “sbatti il mostro in prima pagina”, oggi basta l’omeopata, meglio ancora se incolpato di uno sbaglio professionale. A differenza di quando sbaglia un chirurgo o un cardiologo, la gogna mediatica è subito pronta a colpire tutta una comunità di professionisti che la utilizzano in scienza e coscienza perchè sono stati adeguatamente formati in scuole riconosciute e garantite dalle Società Scientifiche di riferimento.

La stessa competenza che manca, purtroppo, a chi guida le falangi anti-omeopatiche istruite a criticare della metodologia omeopatica gli aspetti più superficiali e grossolani, evidenziando una conoscenza dell’oggetto della loro critica che si avvicina più al sentito dire che non all’approfondimento scientifico. Ma intanto con questo innovativo ruolo di scientista fustigatore, pur se ammantati da un’idea di scienza vecchia e superata, si esce dall’anonimato professionale e si vende qualche libro in più, il che non guasta mai.

Se l’Italia piange, in Francia non si ride, considerando la sforbiciata subita dal rimborso assicurativo dei medicinali omeopatici; gli scettici se la ridono e sbertucciano, ma si dimenticano che è più un risultato di una crisi politica ed economica che per mancanza di scientificità (come si vorrebbe far credere), non essendo diminuito il numero degli utilizzatori dei suddetti prodotti. E probabilmente anche di questo Macron si preparerà a pagare un dazio politico supplementare.

Nel frattempo, tra le mura di casa nostra, fortunatamente si parla di omeopatia utilizzata nel modo corretto anche all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e financo fra le mura del Ministero della Salute, indaffarato a stendere un nuovo Patto della Salute, ovvero l’accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni. L’approfondimento scientifico, quello vero perchè portato avanti tra mille difficoltà e una scarsezza cronica di mezzi e risorse, sta regalando all’omeopatia una nuova linfa vitale, rivedendone il suo meccanismo d’azione in termini di chimica recettoriale e di farmacologia delle microdosi. Ma tanto già sappiamo che lo scettico di cui sopra, sempre uguale a se stesso e quindi (volutamente) incapace di cogliere questi cambiamenti, andrà ripetendo come un disco rotto le stesse “fake news” che apparentemente mostra di combattere. Se e quando gli va.

Gino Santini
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Direttore dell'Istituto di Studi di Medicina Omeopatica di Roma. Segretario Nazionale SIOMI. Giornalista pubblicista. Appassionato studioso di costituzioni e del genere umano.

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