Le fake-news, i paladini della scienza e l’affascinante inutilità dei blog anti-omeopatia

di Gino Santini, su “Omeopatia33” dell’11 ottobre 2019

Omeopatia e social hanno un punto in comune: è impossibile non parlarne. Le piazze e i bar, dove una volta ci si incontrava per discutere di politica o di sport sono state sostituite da contesti virtuali che hanno stravolto completamente le regole della discussione, essendo impossibile trasmettere da tastiera le sensazioni rivelate dal nostro sguardo e dal nostro atteggiamento mentre parliamo. Facebook, l’esempio più eclatante, ha preso il posto delle BBS degli anni ’80, acronimo che sta per Bollettin Board System e che solo le cariatidi telematiche come il sottoscritto si possono ricordare, se non altro per il caratteristico sussulto di gioia che ci avvolgeva quando il gracchiare del modem confermava il collegamento telefonico. E gli scatti in bolletta stavano lì a dimostrare che la passione per i gruppi di conversazione non è nata oggi.
Senza dubbio i social ci hanno semplificato il condividere discorsi con altri appassionati o, più semplicemente, con menti curiose in cerca di maggiori informazioni sulla qualunque, tra cui anche la tanto bistrattata omeopatia. Se poi quello che viene diffuso sia reale o approssimativo importa poco, basta che le pillole di conoscenza siano dispensate dal creatore carismatico del blog, spesso convinto conoscitore di tutto lo scibile sull’argomento. E qui nasce la prima distorsione, perché ognuno a casa propria fa come gli pare e quando tutti ti danno ragione l’ego si ipertofizza e si finisce con l’allontanare tutti coloro che la pensano diversamente; da qui l’insorgere di agguerrite falangi di adepti animati dal sacro fuoco della scienza da indirizzare in automatico contro il nuovo asino arrivato che ha osato ragliare un piccolo dubbio. Si, perché una delle caratteristiche facilmente rilevabili in questi contesti (parliamo sempre dell’omeopatia) è la straordinaria sicurezza con la quale si diffondono certezze assolute permeate di uno scientismo colmo di pregiudizi e di sentito dire. Bisogna capirli. Per molti di questi personaggi la medicina è una scienza esatta e non ammette dubbi: insomma l’esatto contrario di quello che invece dovrebbe essere la figura del ricercatore, che fa del dubbio la spinta per scoprire nuovi contesti, fingendo di ignorare che c’è ancora parecchio da lavorare prima che la medicina comprenda in toto l’estrema complessità del nostro organismo.
La prova che spesso anche grossi siti istituzionali cadono nell’errore di fidarsi di gente di scarsa competenza è rappresentato dalla FNOMCeO, che ha assegnato al nemico dichiarato dell’omeopatia l’incarico di stendere una pagina informativa sulla suddetta: tanto valeva chiedere al capo ultrà della Roma di esprimere la propria opinione sulla Lazio o viceversa (le squadre possono essere sostituite a piacere a seconda di dove leggete queste righe). E con questo possiamo dire che, ufficialmente, il tifo calcistico è entrato a pieno titolo nel dibattito scientifico, peggiorando notevolmente un livello culturale già piuttosto basso. Il tutto senza preoccuparsi di chiedere alle vere fonti di competenza sull’argomento, ossia le Società Scientifiche di riferimento riconosciute a livello nazionale, il minimo parere e nonostante queste ultime si siano preoccupate di segnalare l’incongruenza (qui, qui e qui) alla stessa FNOMCeO, ma con scarsissimi risultati.
Insomma, il palcoscenico dei blog affascina e fa perdere la testa. Il senso delle dimensioni si annichilisce di conseguenza: si parte con qualche idea giusta e poi ci si fa prendere la mano sbandierando report australiani farlocchi e metanalisi improbabili, salvo poi “dimenticarsi” di segnalare le opportune rettifiche. Arriviamo a capire il desiderio incoercibile di crearsi un ruolo e una visibilità che sicuramente non si aveva prima; comprendiamo la voglia di indossare gli abiti di fustigatori delle “pseudoscienze”, magari pure riuscendo a vendere qualche libro sull’argomento; ma se questo avviene sparando indiscriminatamente sul mucchio e speculando sulla pelle di professionisti deontologicamente corretti e scientificamente aggiornati, no, non va più bene. Non lo affermiamo noi: lo prova il numero crescente di pazienti soddisfatti e felici di avere risolto i loro problemi integrando (e non sostituendo!) alla medicina accademica altre strategie terapeutiche di sicura efficacia. Con buona pace dei blog anti(omeo)patici.

Gino Santini
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Direttore dell'Istituto di Studi di Medicina Omeopatica di Roma. Segretario Nazionale SIOMI. Giornalista pubblicista. Appassionato studioso di costituzioni e del genere umano.

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