A mezzanotte va…

Volevo rassicurare tutti i cittadini romani che durante ogni notte (almeno prima che ci piombasse tra capo e collo questa sciagura del Coronavirus) degli occhi attenti e premurosi vegliavano su di noi. Vergognatevi, voi che pensavate che il Comune non fosse attento alle esigenze dei poveri (ora più che mai) abitanti dell’Urbe. Una volta dopo mezzanotte circolavano le ronde del piacere, adesso viaggiano i sofisticati mezzi del corpo scelto più massiccio che si possa immaginare: la Polizia Municipale. E per fare vedere che il pericolo è il loro mestiere, non li trovi per le vie comode e spaziose del centro storico, ma in vicoli bui e stradine di seconda mano che non hanno mai conosciuto il termine “ingorgo” oppure “intralcio” in ore diurne, figuriamoci dopo la mezzanotte. Ma loro sono stati addestrati per anni e anni alla ricerca del più grande pericolo mai paventato da parcheggio urbano: le Smart parcheggiate di traverso! Non sono facili da scovare, perchè queste maledette si nascondono bene, perfettamente allineate all’interno delle fatidiche strisce blu. L’indomito paladino comunale deve scendere dal suo futuribile mezzo e andarle a cercare una per una, stanandole senza pietà.

È qui che si vedono gli anni di addestramento spesi a imparare a memoria pagine e pagine di articoli del Codice della Strada, il loro Vangelo, che gli intima di multare questi pericolosissimi mezzi posti di “traverso” a qualunque costo, anche se non danno fastidio. Si narra che un vigile, colto da improvviso attacco di buon senso, una notte abbia chiuso un occhio e sia passato oltre perchè oggettivamente non vi era traccia alcuna di intralcio alla circolazione. Mal gliene incolse: ora il poveretto sta dirigendo il traffico a Lampedusa dopo aver seguito un corso intensivo di “rimpinguamento coatto di casse comunali”. Hai visto mai avesse una ricaduta di elasticità mentale!

Dormite sogni tranquilli, cittadini di Roma che avete macchine “normali”: quelle non hanno alternative di parcheggio e sono più facili da interpretare agli occhi dei Difensori del Sacro Codice. Ai quali, diciamocelo, non interessa granché lo stoico eroismo di chi si sacrifica in una scatoletta su ruote per risparmiare spazio nei parcheggi: evidentemente le alte sfere gli hanno già saturato gli angusti archivi cerebrali con poche, fondamentali regole che non prevedono alternative. Non ci credete? Una volta ho provato a ragionare con questi campioni di flessibilità, chiedendogli se conosceva l’enorme carenza di parcheggi nella mia zona. Lui, sguardo assente e voce da automa, mi rispose con la risposta automatica pre-registrata: “Prenda il mezzo pubblico!”. E qui ho capito che il Comune di Roma aveva creato dei mostri contro i quali è impossibile combattere…

Gino Santini
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Direttore dell'Istituto di Studi di Medicina Omeopatica di Roma. Segretario Nazionale SIOMI. Giornalista pubblicista. Appassionato studioso di costituzioni e del genere umano.

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